[ REPORTAGE ] Seoul, ecco il Dongdaemun Design Plaza: in Corea del Sud è una delle architetture più iconiche e visionarie

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Giovanni Bosi, Seoul / Corea del Sud

Di giorno, la pelle in alluminio dell’edificio riflette il cielo, fondendosi con l’ambiente urbano. Di notte, si accende con giochi di luce che lo trasformano in una scultura luminosa, quasi aliena, sospesa tra sogno e realtà. Diventato il di mostre, eventi e sfilate di moda, è ormai un punto di riferimento per il design e la creatività asiatici. Nel cuore pulsante di Seoul, dove il passato convive con un futuro in continua accelerazione, si staglia il Dongdaemun Design Plaza (Ddp), una delle architetture più iconiche e visionarie della città. Siamo venuti a vederlo.

 

(TurismoItaliaNews) Firmato da Zaha Hadid in collaborazione con lo studio coreano Samoo, il Dongdaemun Design Plaza è molto più di un edificio: è un’esperienza spaziale che sfida la gravità e le convenzioni. Con le sue curve fluide, le superfici metalliche che cambiano colore con la luce, e le linee che sembrano scolpite dal vento, il Ddp si presenta come un organismo vivente piuttosto che come una struttura statica. È un’architettura che non si guarda soltanto, si attraversa: gallerie, piazze interne, passerelle e giardini sul tetto si susseguono in un flusso continuo, creando uno spazio aperto, democratico, dove cultura e innovazione si incontrano. Se visto da fuori assicura stupore e ammirazione, la sorpresa continua anche all'interno.

Seoul, ecco il Dongdaemun Design Plaza: in Corea del Sud è una delle architetture più iconiche e visionarie

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Non è solo un simbolo architettonico: Il Ddp è una dichiarazione di identità di una città che guarda al futuro con coraggio, fondendo tecnologia, estetica e accessibilità in un linguaggio che parla al mondo intero. Ma per molti è anche un’astronave nel cuore di Seoul, un capolavoro futuristico, tanto che quanti arrivano a Seoul per la prima volta, magari inseguendo l’eco della K-pop culture o la promessa di quartieri scintillanti di vita notturna, difficilmente immaginano che, tra le pieghe moderne e antiche della città, si cela un oggetto misterioso e ipnotico. Così il Dongdaemun Design Plaza (Ddp) è diventata un’icona architettonica che sembra atterrata direttamente da un altro pianeta, e che da sola vale il viaggio.

Diciamo subito che, complice una storia (anche recente) decisamente martoriata per questa città, a Seoul è difficilissimo trovare testimonianze autentiche del passato. Per assurdo è stata proprio la costruzione del Ddp a regalare ai coreani vestigia a cui non si era abituati: a due passi dalle sue fondazioni sono riemerse le antiche mura della Capitale, dando vita ad un’area archeologica che nonostante tutto si amalgama bene alle linee progettate dall’archistar Zaha Hadid insieme allo studio Samoo. Il Ddp è un fluire continuo di linee curve, superfici metalliche e geometrie impossibili, una struttura che sfida l’occhio e invita all’esplorazione. Completato nel 2014, questo straordinario complesso accoglie mostre d’arte, sfilate di moda, eventi culturali e spazi pubblici, diventando in pochi anni uno dei simboli della capitale sudcoreana.

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"Pelle" in alluminio riflettente, abbiamo detto: composta da oltre 45mila pannelli unici, cattura la luce di giorno e si illumina di suggestioni notturne, trasformandosi in un paesaggio onirico nel mezzo del vivace quartiere di Dongdaemun, noto per i suoi mercati e la vita pulsante. Il design organico del Ddp sfuma i confini tra architettura e scultura: non esistono angoli retti, né percorsi obbligati, ma un continuo invito a perdersi e a riscoprire la città attraverso una lente diversa, più visionaria.

Ma oltre al suo aspetto scenografico, il Dongdaemun Design Plaza incarna la filosofia di un nuovo modo di vivere l’urbanistica: aperto, accessibile, in costante dialogo con chi lo attraversa. È una dichiarazione d’intenti di una Seoul che non ha paura di sperimentare e di reinventarsi, proiettando la propria identità verso il futuro senza dimenticare la tradizione, come dimostra il parco che circonda il complesso, dove tracce archeologiche del passato convivono con installazioni contemporanee. E dunque per il viaggiatore curioso, il Ddp non è solo una tappa obbligata: è un’esperienza sensoriale, un viaggio dentro il viaggio, un assaggio della creatività senza confini che anima la Corea del Sud di oggi.

Seoul, ecco il Dongdaemun Design Plaza: in Corea del Sud è una delle architetture più iconiche e visionarie

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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