Extravergine Sicilia Igp: il sole e la tradizione della più grande isola mediterranea si riscoprono nel gusto di questo prezioso olio d’oliva

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La discontinuità territoriale con il continente europeo ha creato in termini di biodiversità, un panorama varietale unico per la specie e differenziato dalle altre aree olivicole. I fattori pedoclimatici e umani, strettamente correlati al territorio, determinano il profilo organolettico dell'olio extravergine di oliva Sicilia. Che adesso può vantare l’Indicazione Geografica Protetta.

 

(TurismoItaliaNews) Il legame tra il territorio, l'olivo e la cultura siciliana ha creato un prodotto la cui reputazione è dimostrata da numerosi riconoscimenti attribuiti dagli esperti del settore e dal consumatore all'olio extravergine di oliva Sicilia. Tale reputazione è conseguenza del valore materiale del prodotto (caratteri chimico-fisici e organolettici) e dalla percezione del suo valore immateriale che si è creato nella plurisecolare storia dell'olivo e dell'olio nella regione.

Un fattore umano e territoriale, si diceva. Alla base della produzione dell'olio extravergine di oliva Igp Sicilia sta il fattore umano, vale a dire quella millenaria conoscenza dei metodi di coltivazione che consentono di preservare l'umidità dei suoli in annate siccitose e di attenuare gli effetti negativi degli eccessi idrici attraverso le lavorazioni del terreno e gli interventi oculati nella gestione della chioma. Inoltre, le peculiari caratteristiche chimico-fisiche e, quindi, organolettiche dell'extravergine non sarebbero tali senza l'oculata lavorazione fornita da numerosi frantoi che operano sul teitorio che hanno tramandato la conoscenza dei tempi e temperatura adatte per ogni varietà e per ogni grado di maturazione.

Qualità che hanno consentito a questo gustoso olio di ottenere l’Igp, formalizzata con il provvedimento del ministero delle Politiche agricole pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 ottobre 2016. L'Indicazione geografica protetta «Sicilia» deve quindi essere ottenuta da queste cultivar di olive presenti, da sole o congiuntamente negli oliveti: Aitana, Biancolilla, Bottone di gallo, Brandofino, Calatina, Cavalieri, Cerasuola, Crastu, Erbano, Giarraffa, Lumiaru, Marmorigna, Minuta, Moresca, Nasitana, Nerba, Nocellara del Belice, Nocellara etnea, Nocellara messinese, Ogliarola messinese, Olivo di Mandanici, Piricuddara, Santagatese, Tonda iblea,Vaddarica, Verdello, Verdese, Zaituna e loro sinonimi. Possono inoltre concorrere altre cultivar presenti negli oliveti, fino ad un massimo del 10%.

Gli ulivi sono parte integrante del paesaggio siciliano

La zona di produzione delle olive destinate all'Indicazione geografica protetta “Sicilia” comprende l'intero territorio amministrativo della regione. La favorevole posizione geografica della Sicilia (la più vasta isola del Mediterraneo) crea le condizioni naturali per ottenere una produzione con le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche peculiari descritte dall’apposito disciplinare. In Sicilia sono particolarmente orgogliosi della reputazione del loro extravergine, dimostrata anche dalla documentazione storica raccolta e dalla quale emerge l'esigenza di alcune case olearie di inserire in etichetta l'origine siciliana del proprio prodotto. E questo olio extravergine ha visto incrementare la qualità della produzione e la sua reputazione su tutti i mercati. Negli ultimi decenni, nei principali concorsi oleari nazionali e internazionali, le imprese che lo producono hanno ricevuto costantemente riconoscimenti. Ma c’è anche un risvolto negativo: ciò lo espone inevitabilmente alla contraffazione riguardo l'origine con grave danno economico per la filiera olivicolo-olearia.

 

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