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Aveva appena tredici anni Mozart al suo primo arrivo a Bressanone, nel dicembre 1769. Qui suonò, tornò più volte e intrecciò rapporti con la corte dei principi vescovi Spaur. A 270 anni dalla nascita del compositore, dal 24 al 27 settembre la città rinnova quel legame con la quarta edizione di “Mozart & Friends”
Bressanone – ovvero Brixen - conserva una storia che si può ancora leggere attraverso la musica. Facciate barocche, portici, il Duomo e la Hofburg compongono lo scenario di una città che per Wolfgang Amadeus Mozart non rappresentò soltanto una sosta lungo la strada verso l’Italia. Fu occasione di incontri, amicizie, esecuzioni e composizioni, una piccola ma significativa tessera nel percorso artistico di un ragazzo destinato a diventare uno dei più grandi protagonisti della storia della musica.
Welcome kit per hotel e tour operator: il ricordo di viaggio e per raccontare una destinazione
Il welcome kit può orientare un soggiorno, semplificare gli spostamenti e raccontare una destinazione. Troppo spesso, però, viene costruito sommando oggetti senza una funzione precisa. Hotel, tour operator ed enti turistici possono ottenere un risultato più memorabile partendo dal viaggio reale: cosa serve all’arrivo, durante le visite e al rientro? La risposta conduce a kit più leggeri, pertinenti e facili da usare.
Un manufatto custodito nel monastero di Vallegloria a Spello, in Umbria, riporta alla luce una tradizione tramandata per secoli: sarebbe il dono lasciato dal Poverello di Assisi alla beata Balbina. Ora saranno indagini scientifiche, storico-artistiche e diagnostiche a stabilirne antichità, caratteristiche e provenienza
di Eugenio Serlupini, Spello / Umbria
È rimasto custodito nel monastero di Vallegloria, affidato alla memoria delle monache e a una tradizione che ha attraversato i secoli. Ora un antico tessuto rinvenuto a Spello riaccende una suggestione potente: potrebbe essere il dono che, secondo il racconto tramandato dalla comunità monastica e dal territorio, san Francesco d’Assisi avrebbe lasciato alla beata Balbina durante una visita all’antico cenobio sul monte Subasio.
Oltre 5.000 chilometri di grandi itinerari, percorsi costieri, circuiti d’alta quota e cammini fra monasteri e zone umide: dal tetto della Catalogna alle calette della Costa Brava, fino al Delta dell’Ebre, il trekking diventa una chiave privilegiata per leggere territorio, natura e storia
Camminare in Catalogna non è soltanto un’attività all’aria aperta. È quasi un rito capace di unire generazioni diverse e, soprattutto, uno dei modi più immediati per stabilire un rapporto profondo con il territorio. Basta allacciare gli scarponi per ritrovarsi lungo vie percorse nei secoli da pastori, contrabbandieri, monaci e mercanti, seguendo tracce che oggi compongono una rete escursionistica straordinariamente articolata.
Il foliage nordico ridisegna il paesaggio estone con sfumature di rosso, rame e oro. Tra foreste che ricoprono il 51% del Paese, bog, isole baltiche, saune, raccolta dei frutti del bosco e tradizioni popolari, l’autunno diventa una stagione da vivere lentamente, seguendo i ritmi della natura e di una cultura profondamente legata all’ambiente.
Panama sceglie l’accoglienza come biglietto da visita internazionale e affida a un nuovo progetto identitario il compito di raccontarsi oltre i propri confini. “Panamà, Anfitrión del Mundo” è la nuova Marca País, una piattaforma pensata per riunire sotto un’unica immagine turismo, investimenti, esportazioni, cultura e sostenibilità. Un progetto atteso da anni, soprattutto dagli operatori turistici, destinato a colmare uno spazio importante nella promozione del Paese e a trasformare la multiculturalità dell’istmo in uno dei principali elementi della sua riconoscibilità internazionale.
Tra settembre e ottobre la penisola croata cambia ritmo e punta sulla sua anima gourmand: dal tartufo bianco al Terrano, dal prosciutto istriano alle produzioni artigianali, un viaggio tra borghi, vigneti, uliveti, konobe, produttori ed eventi dedicati al gusto
L’Istria d’autunno si mette a tavola e allarga decisamente il menu. Il tartufo bianco resta uno dei protagonisti più celebrati della stagione, affiancato dall’olio extravergine d’oliva e dai vini del territorio, ma il racconto gastronomico della penisola croata riserva molte altre sorprese. Tra settembre e ottobre emergono grappe tradizionali e liquori, gin di produzione locale, birre artigianali, prosciutto istriano e il Terrano, componendo un mosaico di sapori capace di accompagnare il visitatore dalla costa all’entroterra.