Castel di Tora, in provincia di Rieti ecco la gemma che domina il Lago del Turano: scenografia a quattro mani tra Uomo e Natura

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Giovanni Bosi, Castel di Tora / Lazio

Il nome richiama il mito dell’antica città della Sabina di cui ancora oggi si ignora la reale collocazione.  Al fascino del mistero si abbina la bellezza del borgo che domina il lago creato dall’uomo ma che a ben guardare sembra esserci sempre stato. La natura che dona scenografie e paesaggi mozzafiato non avrebbe saputo fare di meglio, anche se inevitabilmente ci ha messo del suo con la corona di montagne della Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia, fino alla silhouette dell’Appennino abruzzese. Castel di Tora, in provincia di Rieti, ha finito così col diventare un unicum che ti conquista appena lo vedi.

 

(TurismoItaliaNews) Diciamo pure che Castel di Tora può esibire una serie di carte vincenti, a partire dall’accoglienza della gente che amano il loro paese e che fanno di tutto per valorizzarlo. Non è certo poco, dato che se i primi a credere nelle potenzialità del borgo sono coloro che lo animano, allora i risultati arrivano. E poi la natura: la collocazione in una parte del Lazio decisamente affascinante, resa ancor più bella dalla creazione negli anni Trenta di un lago artificiale, il Turano. Che tuttavia se non ti raccontassero che prima non c’era, non ci penseresti neppure che a creare cotanto spettacolo sia una diga (che inevitabilmente poi vuoi vedere). Ma questo paese che sembra nato dalla mano di un pittore creativo esiste davvero e va vissuto. Nel senso che va scoperto in ogni suo scorcio, da lontano e poi dal di dentro. In un paesaggio che ti apre il cuore, dove spicca anche Colle di Tora, paesino altrettanto suggestivo.

Castel di Tora, in provincia di Rieti ecco la gemma che domina il Lago del Turano: scenografia a quattro mani tra Uomo e Natura

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Un tempo si chiamava Castelvecchio, tanto che i suoi abitanti ancora oggi si chiamano castelvecchiesi, ma dal 1864 ha assunto il nome di Castel di Tora, che si rifà all'antica e famosa seppure dall’incerta collocazione, città sabina di Thora, richiamata da autori classici come Plinio e Varrone. Un vezzo comprensibile l’adozione di questa denominazione, che fa pendant con l’assetto medievale del paese anche se la sua storia comincia molto, ma molto prima. Arrivando dalla direzione di Rieti, si costeggia il lago del Turano, il cui invaso è di circa 165 milioni di metri cubi di acqua e collegato al bacino artificiale del lago del Salto, costruito nello stesso periodo, attraverso una galleria lunga quasi 9 chilometri. Un’opera idraulica grandiosa, pensata per la produzione di energia idroelettrica ed evitare che le piene del fiume inondassero la Piana di Rieti, ma che poi con il passare del tempo si è rivelata un volàno formidabile per il turismo qui nella Sabina orientale. Un po’ come accaduto in altre zone del Belpaese. Dal punto di vista ambientale, del resto, il territorio si esprime con grandi argomenti, a partire dalla riserva naturale protetta Monte Navegna e Monte Cervia che coinvolge anche i territori comunali di Ascrea, Collalto Sabino, Collegiove, Marcetelli, Nespolo, Paganico Sabino, Rocca Sinibalda e Varco Sabino, nella zona dei Monti Carseolani, per una superficie complessiva di oltre 3.500 ettari.

La star del territorio si rivela proprio Castel di Tora, che può fregiarsi dell’etichetta di Borgo tra i più belli d’Italia, a dimostrazione di una qualità e di una proposta che strizzano l’occhio ai viaggiatori più attenti. Che oltre alle bellezze architettoniche ed ambientali, trovano specialità tipicamente locali come il polentone (cotto con fuoco in un calderone e condito con sugo magro di baccalà, aringhe, tonno e alici) e gli strigliozzi, maccheroni fatti rigorosamente a mano secondo tradizione, arricchiti dal sugo come si preparava una volta. Buonissimi, provare per credere.

Castel di Tora, in provincia di Rieti ecco la gemma che domina il Lago del Turano: scenografia a quattro mani tra Uomo e Natura

Castel di Tora, in provincia di Rieti ecco la gemma che domina il Lago del Turano: scenografia a quattro mani tra Uomo e Natura

Castel di Tora, in provincia di Rieti ecco la gemma che domina il Lago del Turano: scenografia a quattro mani tra Uomo e Natura

Ma allora com’è Castel di Tora? “Il borgo si erge su un colle roccioso e si snoda lungo via Umberto I, che una volta si chiamava via Rocca e che si arrampica con un andamento sinuoso fino a raggiungere il punto più alto del paese – ci racconta Giuseppe Federici, entusiasta promotore della bellezza di Castel di Tora - sulla cima di un massiccio di roccia viva spicca una possente torre esagonale, cui si affianca quello che chiamiamo il 'palazzo' baronale e che sembra dominare e proteggere non solo l’abitato, ma tutta la valle sottostante”. Quando costeggi il lago, spicca subito il promontorio su cui è adagiato il paese. La strada che segue il perimento dello specchio d’acqua sembra pensata per consentire innumerevoli, diversi punti di vista del paese, finché ti trovi al suo cospetto attraverso il ponte che permette di entrare nel cuore del borgo.

“La strada principale divide in due parti quasi speculari il borgo che si dipana in dedali di stradine, vicoletti, archi, scalinate, torrette, portali in pietra con stemmi di antiche dimore aristocratiche, scorci prospettici che si aprono a guida di palconoscenico sul magico panorama del lago e sui monti che lo cinono come una corona. Salendo ancora si giunge al colle, un piccolo slargo alla fine della salita dove in estate tra fiori e una brezza leggera la gente del borgo siede a raccontarsi i fatti del giorno” racconta un sapiente cartello turistico. Le parole che descrivono Castel di Tora sono scelte con cura e ne svelano subito l’essenza nascosta. Come piazza San Giovanni Evangelista, dove si affaccia l’omonima chiesa frutto di una ristrutturazione del tardo Settecento, ma in realtà sorta là dove c’era una ben più antica struttura romanica. Davanti c’è la Fontana in pietra del Tritone, altrettanto scenografica, alla quale fanno da quinta Monte Antuni con il suo possente castello, il lago e più in lontananza i monti dell’Appennino abruzzese. A Borgo Monte Antuni la visita è consentita solo con una visita guidata che è possibile prenotare su camminandocon.org.

Castel di Tora, in provincia di Rieti ecco la gemma che domina il Lago del Turano: scenografia a quattro mani tra Uomo e Natura

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Anche le mura che circondano l’abitato hanno molto da raccontare: delle tre Porte che un tempo consentivano l’accesso, quella a sud è stata demolita a fine Ottocento, mentre quella del Caliotto e di Cornacchione sono abbastanza integre; ci sono poi diverse torrette semicircolari ancora riconoscibili, mentre le vecchie torri quadrate inserite nella cinta muraria esterna si riescono ad individuare solo se si è più che attenti. Al di fuori del paese c’è un altro mondo da scoprire, come la suggestiva Cascata delle Vallocchie o i tanti sentieri tracciati per il trekking tra boschi di faggi, lecci, querce e castagneti secolari. Altrettanto interessanti sono l’antico borgo di Antuni, sulla cima del monte da cui prende il nome, sovrastatato Palazzo del Drago, e l’Eremo di San Salvatore, su una parete a picco sul lago.

E poi da queste parti passa il Cammino di San Benedetto, un cammino di 300 km attraverso il cuore dell’Italia: muovendo dall’Umbria alle propaggini dei Monti Sibillini, attraversa il Lazio nell’alta valle dell’Aniene e nella valle del Liri, giungendo quasi al confine con la Campania. Un itinerario di 16 tappe sulle tracce di San Benedetto, che unisce i tre più importanti luoghi benedettini: Norcia, sua città natale, Subiaco dove visse più di trenta anni e fondò numerosi monasteri, e Montecassino, dove trascorse l’ultima parte della vita e scrisse la Regola. E comunque non soltanto un viaggio nel mondo benedettino, ma anche un pellegrinaggio sui luoghi di santi a volte popolarissimi, come Rita da Cascia, Francesco d’Assisi, Tommaso d’Aquino; oppure meno noti, come Giuseppe da Leonessa o Agostina Pietrantoni.

Gli strigliozzi

Gli strigliozzi

E tornando al gusto, oltre al polentone e agli strigliozzi ci sono altre specialità da non perdere: formaggio pecorino e vaccino, ricotta di pecora, mais, farro, orzo, tartufi, funghi porcini e pesce di lago. Ingrediti base per altre tipicità come i ravioli alla ricotta di pecora, le fettuccine fatte a mano al tartufo, l’abbacchio scottadito, salsicce e prosciutto, fagioli a pisello, gnocchi di patate con selvaggina o sugo di pecora… Siete ancora lì? Cosa aspettate ad andare a Castel di Tora…

 

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