Svetta possente sull’Alpe Cimbra il Drago Vaia Regeneration: simbolo di rinascita e resilienza, è un monito per l’equilibrio tra umani e natura
Giovanni Bosi, Lavarone / Trentino
Sorveglia valli e montagne, a perdita d’occhio. E non è solo un guardiano a monito dell’equilibrio tra essere umano e natura, ma è anche un custode di memoria, di storie, un simbolo di rinascita e resilienza. E’ il possente Drago Vaia Regeneration, gigantesca creazione dello scultore Marco Martalar di Asiago, affacciato sull’Alpe Cimbra a Lavarone. Con i suoi 16 metri in lunghezza e 7 in altezza, è nato da oltre 3.000 pezzi di pezzi di radici di alberi divelti dalla tempesta Vaia e più di 3.000 viti. Regeneration anche perché la prima versione è stata distrutta da un incendio appiccato da un folle, poi ricostruito dall’artista con maestria ancor più accentuata.
(TurismoItalianews) La sua silhouette spicca sopra Magré, nel comune di Lavarone, a quota 1.361 metri. Arrivando lo vedi già da molto lontano e ti chiedi se per caso lla creatura mitica e leggendaria dai tratti affini ad un enorme rettile, non abbia voluto sin lassù direttamente da “A Game of Thrones”, l’amatissima serie fantasy “Trono di Spade”. Il Drago Vaia Regeneration è meraviglioso e dimostra per intero la sapienza di Marco Martalar, al secolo Marco Martello, nell’utilizzo dei materiali. Questa gigantesca creatura è decisamente veritiera e l’utilizzo di pezzi di legno di colore nero, volutamente bruciati dall’artista, rende ancor più realistica “la natura” di questo rettilone, di cui sembra quasi di apprezzare le squame del suo corpo sinuoso. Del resto, boschi e natura sono la linfa che alimenta le creazioni di Martalar. E questo è il drago in legno più grande d’Europa.
Così, quando si è in Alpe Cimbra, è irrinunciabile andare a vederlo da vicino. Ma, attenzione: er arrivare bisogna andare rigorosamente a piedi dopo aver parcheggiato la propria auto negli spazi di sosta autorizzati giù a valle. Sulla strada che attraversa l’abitato di Magré il transito è rigorosamente consentito solo a residenti ed autorizzati: un varco controlla gli accessi, anche per garantire la sicurezza del Drago Vaia Regeneration, la cui prima versione è stata distrutta da un piromane chissà per quale ingiustificabile motivo. “Il drago rappresenta un monito per quanto riguarda il rapporto tra essere umano e natura. Il nuovo drago è pure un custode di memoria, di storie, un simbolo di rinascita e resilienza dove noi esseri umani dovremmo ricordarci di restare sempre umili davanti a madre natura” ha spiegato Martalar.
L’opera ha una struttura interna in acciaio realizzata dalla ditta Voltolini di Grigno, mentre per il trasporto sul posto è intervenuta l’azienda Cristelli di Trento dopo che l’artista lo ha “plasmato” in un capannone a valle. Il nome Vaia richiama la violenta tempesta mediterranea verificatasi fra ottobre e novembre 2018, con raffiche di vento a livello uragano e forti piogge, che hanno provocato danni da inondazioni e schianti da vento in Francia, Italia, Croazia, Austria e Svizzera. E anche in questa porzione di Trentino ha “frustato” la natura con danni ingentissimi ai boschi.
“Il grande interesse verso Drago Vaia Regeneration - ha commentato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti - testimonia come quest’opera sia particolarmente sentita dalla comunità e da chi vive la montagna, perché oltre alla sua bellezza contiene in sé valori profondi e caratteristiche tipiche del territorio in cui è inserita, da un punto di vista ambientale, culturale, paesaggistico. È chiaramente anche una testimonianza e un ricordo di un dramma vissuto dalla comunità, che però ha dimostrato di saper trasformare un disastro naturale in qualcosa di bello e a disposizione di tutti”.
“Questa opera è simbolo di una comunità resiliente e ne testimonia la sua capacità di non fermarsi e di non arrendersi di fronte alle difficoltà - le parole della vicepresidente e assessore alla cultura Francesca Gerosa - rappresenta inoltre una bella forma di arte e di cultura accessibile, capace di avvicinare le famiglie e i più giovani alla conoscenza del territorio e alle sue bellezze storico-culturali, di trasmettere significati e valori, ed è proprio su questo che tutti insieme dobbiamo continuare a lavorare”. Sul territorio sono diverse le creazioni dello scultore Marco Martalar con i resti degli alberi abbattuti dalla Tempesta Vaia.
Oltre al Drago Vaia Regeneration, ecco quali sono le altre.
Orso Vaia di Molveno
È alto 6 metri e lungo 8, il che lo rende l'orso di legno più grande al mondo, composta da circa 2.000 pezzi di radici di larice raccolti. Si trova in località Tof dell'Ors, all’imbocco del sentiero 340 bis. Il progetto, frutto della collaborazione tra il Comune di Molveno e la Società Funivie Molveno-Pradel, si propone di evocare un equilibrio tra l'uomo e la natura montana. Il luogo è facilmente raggiungibile prendendo la telecabina La Panoramica e la seggiovia Pradel Palon di Tovre o a piedi lungo il sentiero che parte da Andalo.
Il Grifone Vaia del Tesino
Figura mitologica che unisce l'aquila trentina e il leone alato emblema veneto, il Grifone si trova sui confini geografici tra il Trentino e il Veneto, in segno di unione simbolica tra le due regioni.
Il Cervo a Millegrobbe
Il Cervo di Vaia si trova a 1.400 metri di quota, in località Millegrobbe sull’Alpe di Cimbra, a 2 km da Luserna e a poco più di 12 km di distanza dal Drago alato di Vaia.
La Lupa del Lagorai
La Lupa del Lagorai è a quota 1.600 metri in Valsugana, nella frazione di Vetriolo, il più alto centro termale d’Europa.
L’Aquila a Marcesina
È la più grande aquila in legno d’Europa e si trova nella Bassa Valsugana. 7 metri di altezza e 5 di lunghezza per un’altra opera firmata Marco Martalar, simbolo, ancora una volta, di rinascita e forza.
L’Halflinger a Strembo
L’animale è stato scelto da Marco Martalar perché in passato era per l’agricoltura della zona il trattore dei nostri giorni. Alta 7 mesi, la statua attende grandi e piccini, in tutta la sua imponenza nel Parco Giorgio Ducoli.
L’Alpe Cimbra regala emozioni in ogni stagione dell’anno. In una spettacolare cornice di paesaggi naturali incontaminati si può vivere una vacanza esaltante dedicandosi agli sport e alle attività preferite grazie a tante proposte adatte a tutta la famiglia. Sci e snowboard, escursioni e mountain bike, equitazione e golf, e tanta cultura, buona cucina e tradizioni. Le innumerevoli meraviglie dell’Alpe Cimbra da scoprire si rivelano un’esperienza indimenticabile…







