Gli elefanti senza… fondoschiena: il monumento più sorprendente di Chambéry, in Savoia, strappa un sorriso da quasi due secoli

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La Fontana degli Elefanti celebra il generale Benoît de Boigne e custodisce una delle curiosità più originali della Savoia, tra imprese in India, ironia popolare e simboli cittadini

 

di Giovanni Bosi, Chambéry / Francia

Nel panorama dei monumenti europei ce ne sono pochi capaci di unire storia, arte e spirito popolare come la Fontaine des Éléphants di Chambéry. Basta arrivare nella storica capitale della Savoia per capire perché questa singolare fontana sia diventata il simbolo indiscusso della città: quattro enormi elefanti sembrano emergere dalla base di un'imponente colonna, ma di loro si vedono soltanto la testa, la proboscide e la parte anteriore del corpo. Il resto è nascosto all'interno della struttura e…

 

(TurismoItaliaNews) Un dettaglio tanto insolito da aver acceso, nel corso delle generazioni, l’ironia degli abitanti, che hanno ribattezzato affettuosamente il monumento Les Quatre Sans Culs, "i quattro senza fondoschiena". Un soprannome che ancora oggi diverte i visitatori e contribuisce a rendere la fontana una delle attrazioni più fotografate della città. Dietro questa curiosa scelta artistica si cela però una storia straordinaria che conduce ben oltre le Alpi, fino al subcontinente indiano. La fontana è stata inaugurata nel 1838 su progetto dello scultore grenoblese Pierre-Victor Sappey per rendere omaggio a Benoît de Boigne (1751-1830), generale, conte e avventuriero savoiardo che ha costruito una brillante carriera militare al servizio dei Maharaja dell'India, distinguendosi nelle campagne dei Maratti e accumulando un'immensa fortuna.

Gli elefanti senza… fondoschiena: il monumento più sorprendente di Chambéry, in Savoia, strappa un sorriso da quasi due secoli

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Tornato nella sua Chambéry, de Boigne ha destinato gran parte delle proprie ricchezze alla città natale, finanziando opere pubbliche, interventi urbanistici e iniziative benefiche che ne trasformarono profondamente il volto, conquistandosi il ruolo di più grande benefattore della comunità. “Il monumento – ci spiega la nostra bravissima guida Elsa Da Soller (di origini friulane!) - racconta questa vicenda attraverso un raffinato linguaggio simbolico. Alto 17,65 metri e realizzato in pietra calcarea di Saint-Sulpice, unisce armoniosamente tre elementi architettonici in un'unica composizione: una fontana, una colonna e una statua. Alla base, quattro elefanti in ferro, disposti a formare idealmente la croce di Savoia e uniti dal dorso, spruzzano acqua dalle proboscidi nella vasca ottagonale. Le torri da combattimento che portano sul dorso, insieme ai trofei militari e ai bassorilievi scolpiti, ricordano sia le imprese del generale nelle Indie sia la sua generosità verso Chambéry”.

La colonna centrale, scolpita come il tronco di una palma, richiama ancora una volta i paesaggi orientali che segnarono la vita di de Boigne. Sulla sommità svetta la statua bronzea del generale, alta tre metri e raffigurata con l'uniforme di tenente generale del Regno di Sardegna, rivolta verso la strada che egli stesso ha contribuito ad aprire grazie alle proprie donazioni.

Gli elefanti senza… fondoschiena: il monumento più sorprendente di Chambéry, in Savoia, strappa un sorriso da quasi due secoli

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La Fontaine des Éléphants, dunque, rappresenta molto più di un monumento celebrativo. È il racconto in pietra di un destino fuori dall'ordinario, quello di un giovane savoiardo partito alla conquista del mondo e tornato nella propria città per restituire fortuna e prosperità alla comunità che lo aveva visto nascere. Allo stesso tempo è un esempio di come l'umorismo popolare riesca a convivere con la memoria storica, trasformando un'opera celebrativa in un simbolo familiare e profondamente amato. E non è poco…

Passeggiando tra i portici, i traboules e le piazze del centro storico di Chambéry, è impossibile sottrarsi all’incontro con questi curiosi pachidermi (che sembrano veri per quanto sono realizzati con cura!). Fermarsi per una fotografia è ormai un rito per ogni visitatore, ma basta osservare con attenzione le loro forme insolite per comprendere perché, da quasi due secoli, continuino a suscitare stupore, sorrisi e racconti. In fondo, sono proprio loro, gli elefanti "senza fondoschiena", a ricordare che la storia può essere raccontata anche con leggerezza e che, tra le eleganti vie della Savoia, si nasconde un piccolo, sorprendente frammento d'Oriente. E a Chambéry si racconta un aneddoto curioso: anni fa un circo ha fatto sosta in città e i suoi elefanti sono stati condotti a dissetarsi proprio alla Fontaine des Éléphants: “un mixi fantastico”, si racconta. E chissà cosa avranno pensato i veri pachidermi…

Per saperne di più

explore-savoie.com 
www.france.fr/it 
www.chamberymontagnes.com 

 

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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