Lungo la Strada dell’olio Dop di Canino per scoprire la delizia dell’antico borgo della Maremma laziale
Grandi qualità organolettiche, colore verde intenso, buon equilibrio tra amaro e piccante e un avvolgente odore di frutto fresco. Ecco l’identikit dell’olio extravergine Canino Dop, che per tre giorni è protagonista della rassegna che da ben 58 anni (e dunque da molto prima che fosse riconosciuta la denominazione di origine protetta) le dedicano proprio a Canino, l’antico borgo della Maremma laziale.
(TurismoItaliaNews) Dire che a Canino la produzione di extravergine è una tradizione è forse limitativo. Qui quando si parla di olio è come parlare di uno di famiglia e non solo perché punteggia il territorio di questo lembo di Lazio, proteso verso il mare ed esteso fino a lambire la Selva del Lamone. Siamo in piena Tuscia, in provincia di Viterbo, a due passi dallo straordinario sito archeologico di Vulci e dunque da queste parti la storia si respira a pieni polmoni. E si gusta pure, a giudicare dai preziosi reperti esposti nel Centro della ricerca archeologica allestito proprio a Canino e documenta il lunghissimo rapporto con la spremitura delle olive.
Con questa premessa il borgo si appresta a vivere per tre giorni la Sagra dell’Olio dop, vetrina della sapienza, dell'attenzione e della cura nella produzione degli olivicoltori e delle buone pratiche delle aziende di trasformazione premiano la qualità e la quantità dell'olio extravergine di Canino. “I risultati positivi di questa annualità, grazie alle azioni di tutti gli attori sociali del territorio – sottolinea il sindaco Lina Novelli - impongono una continuità nelle politiche e strategie adottate ed un rilancio nelle attività di coinvolgimento sia della parte pubblica che dei portatori d'interesse. In termini di promozione e valorizzazione del territorio la rete con l’Associazione Nazionale Città dell’olio permette alla nostra amministrazione comunale di svolgere un ruolo di protagonista all'interno degli organi di presidenza e beneficiare delle opportunità programmate nel calendario annuale”.
Da tempo del resto qui si impiegano strumenti di formazione finalizzati a preparare nuovi consumatori consapevoli, liattenzione ai paesaggi olivicoli e al recupero di oliveti abbandonati. Agricoltura, paesaggio, storia, folklore, musica, arte, tradizione e cultura – aggiunge la prima cittadina - rappresentano le linee guida della nostra Sagra dell'Olivo, che, giunta alla 58.a edizione, rimane la vetrina per eccellenza, uno spaccato che coniuga prodotto e territorio con la capacità di coinvolgimento del terzo settore come base di traino di tutte le iniziative”.
La sfida è quella raggiungere il turista consumatore di olio, far valere i sensi a le esperienze mettendo a fuoco i valori immateriali e materiali in rapporto alla percezione del paesaggio e del prodotto nel quale la bellezza, il gusto, il benessere, la salute e la buona tavola sono gli indicatori di riferimento. Con il pieno sostegno del Cat-Confesercenti guidato dal presidente Vincenzo Peparello, e con i benefici che ha potuto condurre in porto la Rete dimpresa “Discover Canino”, che vede Silverio Salvi come presidente, il vice sindaco di Canino Augusto Onori tra i promotori e l’architetto Maria Giuseppina Gimma come manager.
La Strada dell’olio Dop di Canino (per la quale grazie al finanziamento della Regione Lazio arrivato attraverso “Discover Canino” è stato possibile creare una vera e propria struttura di conoscenza e valorizzazione come l’Arancera) si rivela un itinerario enogastronomico nel cuore di un territorio dedito all’olivicoltura fin dai tempi della civiltà etrusca. Un percorso che abbraccia i comuni di Canino, Cellere, Arlena, Farnese, Ischia di Castro, Tessennano ed in parte Tuscania e Montalto di Castro, per una superficie di coltivazione pari a circa 30mila ettari.




