Discover Canino, ecco l’alleanza strategica pubblico-privata per sostenere tutto il buono (e il bello) della Tuscia maremmana laziale

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Giovanni Bosi, Canino / Lazio

Agricoltura, paesaggio, storia, folklore, musica, arte, tradizioni, cultura. Tutto questo ruota intorno all’ulivo e alla sua produzione bimillenaria in un territorio che va alla carica per imporsi sullo scenario non solo del food, ma soprattutto del lavoro e del turismo. Siamo sulla Strada dell'Olio Dop Canino, nel Lazio, e l’alleanza che si rende foriera di grandi risultati, si chiama Discover Canino, la rete di imprese che chiama tutti a collaborare: istituzioni, aziende e promotori.

 

(TurismoItaliaNews) A Canino e dintorni sono tutti entusiasti. A ragione, perché il loro progetto per creare una rete di imprese alleate su obiettivi comuni, a partire dalle buone pratiche in agricoltura sino alla filiera del marketing territoriale, ha cominciato a dare risultati pratici. Il progetto è quello che si chiama appunto “Discover Canino”, con cui i Comuni di Arlena di Castro, Ischia, Farnese, Cellere, Tessennano, Tuscania, Montalto di Castro e ovviamente Canino, che è capofila dell’iniziativa, hanno deciso di sviluppare un modello che ha ricevuto la piena approvazione della Regione Lazio e dunque anche il sostegno finanziario. In soldoni, una superficie di coltivazione pari a circa 30mila ettari. Così, con la disponibilità dei fondi, è pure arrivata l’attuazione del programma del lavoro.

“Il Dop Canino è un olio certificato ormai dal 1996, è stato uno dei primi oli di qualità in Italia e grazie alla progettualità della Strada dell’Olio Dop Canino e da quest’anno anche grazie alla Rete di Imprese - ci spiega Lina Novelli, sindaco del comune capofila - possiamo promuovere e valorizzare il nostro territorio e le aziende legate alla coltivazione dell’ulivo e alla produzione dell’olio che ne fanno parte”.

Dunque enti pubblici e soggetti privati che insieme intendono lavorare in rete per sostenere un ambito di eccellenza: “E’ così – conferma la prima cittadina di Canino - il nostro obiettivo è quello di muovere un’economia che gravita intorno al prodotto olio e lo stiamo facendo puntando su qualità e certificazione delle aziende. E soprattutto puntare anche su un turismo di qualità: contiamo di comunicare il valore del nostro olio non solo dal punto di vista organolettico, non solo dal punto di vista materiale, ma con una cornice che parla anche di ambiente, agricoltura, territorio, archeologia, terme. Un insieme di caratteristiche che possono sensibilizzare il visitatore a fruire dei nostri luoghi: questa opportunità può sostenere il benessere, la buona tavola, la salute”.

In termini di promozione e valorizzazione del territorio la rete con l’associazione Nazionale Città dell’olio permette all’amministrazione comunale di svolgere un ruolo di protagonista e beneficiare delle opportunità programmate nel calendario annuale. In sintesi - per usare un termine assai caro a Vincenzo Peparello, presidente del Cat-Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese della Confesercenti di Viterbo, che segue da vicino il progetto insieme a Maria Giuseppina Gimma, manager di Discover Canino – quel turismo esperienziale che può essere il valore aggiunto per questo territorio portando crescita e sviluppo. Del resto, Canino si trova nell'immediato entroterra rispetto alla costa tirrenica, nella Maremma laziale, in Tuscia, a due passi da Vulci, luoghi che hanno moltissimo da raccontare e mostrare.

Quel che va poi messa in risalto è la capacità che qui si è dimostrata nel saper cogliere al volo le opportunità messe a disposizione dalla Regione Lazio: “Sono orgoglioso di essere stato uno dei promotori di questo Bando regionale – spiega Augusto Onori, vice sindaco e assessore alle attività produttive del Comune di Canino - con la rete di imprese a cui abbiamo dato vita si cominciano a vedere i frutti, come l’attuazione del marketing per la valorizzazione dei prodotti e dei siti, quale il Museo dell’Olio e la riqualificazione dell’Arancera. Ho voluto fortemente questa rete, me ne sono fatto carico, c’è stato un grande lavoro dietro, siamo riusciti a finalizzare e ad ottenere il finanziamento. Oggi il nostro fine è la valorizzazione di quello che è il nostro prodotto per eccellenza, l’olio, e rendere protagoniste le aziende impegnate”.

Un’economia che gira, accende opportunità inimmaginabili. “Abbiamo presentato un progetto che è stato ritenuto molto valido – tiene a dire Silverio Salvi presidente di Discover Canino - utile a promuovere le eccellenze, il territorio e Le aziende che partecipano a questa associazione di rete di imprese. In occasione della Sagra dell'Olivo 2018 abbiamo partecipato con un contributo economico per dare maggiore visibilità alla manifestazione che già di suo è molto importante essendo storica e ben radicate. Oltre a creare l’indotto per gli eventi legati all’olio e quindi per tutti i frantoi, ci sono anche altre realtà positive come la Cooperativa Ortofrutticola Produttori Associati, importante per il Pil caninese”. L’info-point della Strada dell’Olio Dop Canino è un punto di riferimento e l’Arancera alle sue spalle è un vero concentrato di esperienza, grazie alla piantumazione di ulivi della Cultivar locale tipica come il Canino e dei tradizionali Leccino, Maurino e Frantoio.

“Questa è un’esperienza importante e lungimirante – chiosa Vincenzo Peparello – il progetto di Discover Canino è ad ampio raggio in quanto coniuga la salvaguardia e la riqualificazione del tessuto urbano e storico- culturale, con la valorizzazione della funzione commerciale, artigianale e turistica”. In dettaglio, il progetto è stato finanziato con 100mila euro a fondo perduto, già erogati, attraverso il bando della Regione Lazio di cui è beneficiario il Comune di Canino quale capofila, su progetto della rete di imprese. E tutto si incunea nell’apporto garantito da VisiTuscia, fondamentale per lo sviluppo di un’azione integrata: “La nostra Borsa del turismo – sottolinea al riguardo Vincenzo Peparello - come hanno dimostrato le edizioni svolte, è decisiva per lo sviluppo del territorio. A suo favore depongono i dati che parlano di una ricaduta del 30% di crescita sulla programmazione dei tour operator e un incremento sostanziale in termini di fatturato per le aziende che vi hanno partecipato”.

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