Narni Sotterranea: l’Inquisizione, i processi e… Misteri e suggestioni al di sotto della città medievale

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Giovanni Bosi, Narni / Umbria

E’ proprio il caso di dirlo: quando la realtà supera la fantasia. E’ un vorticoso viaggio a ritroso nel tempo, con tanto di misteri, suggestioni, colpi di scena e straordinarie location quello che assicura la visita a Narni Sotterranea, nella cornice di grande richiamo nell’Umbria medievale. Nella cittadina che sovrasta il fiume Nera (che le valse l’interesse dell’antica Roma per la sua posizione strategica), resa immortale dal grande condottiero Erasmo il Gattamelata e portata alla ribalta mondiale dallo scrittore Walter Hooper con “Le cronache di Narnia”, nome latino della colonia romana, la visita non è un normale giro turistico, ma un’affascinante scoperta di storie che ancora oggi attendono di essere completamente svelate. Come quei processi nei sotterranei dell’Inquisizione…

 

(TurismoItaliaNews) E sì: inquisizione. Una delle pagine più buie della storia della Chiesa che anche qui, a Narni, ha trovato modo di essere scritta. La Narni Sotterranea non è un insieme di grotte naturali, né tantomeno delle semplici gallerie scavate nella roccia, come si potrebbe pensare e come si vede in altre città. Narni Sotterranea è l’insieme di ciò che resta dell’antico convento medievale di San Domenico costruito addossato alla collina (su cui è sorta la città intorno al 600 avanti Cristo) e poi raso al suolo dopo la seconda guerra mondiale. In realtà si pensava che fosse stato raso al suolo e che non fosse rimasto più nulla di quell’odiata struttura, perché la gente ha sempre saputo – tra Settecento e Novecento – che nelle sue segrete si celebravano processi e si comminavano tremende punizioni con il potere dell’Inquisizione. Con la scomparsa del convento tutto era stato dimenticato ed anzi, giustizia sembrava essere fatta nei confronti di un luogo più maledetto che benedetto.


Lo strumento ideato dagli antichi Romani per "traguardare" un punto e realizzare allineamenti indispensabili per lo scavo degli acquedotti

E invece no, perché quando nel 1979 sei giovani speleologi, curiosi quanto basta, hanno scoperto dietro alla vegetazione ormai imperante sul fianco della collina un passaggio murato dal quale fuoriusciva aria, si è riaperta una vera e propria finestra sulla storia. La prima ad essere riscoperta è stata una chiesa affrescata del XII secolo e poi, via via, i sotterranei dell’antico convento, i luoghi in cui si svolgevano i processi dell’Inquisizione. Ed è a quel punto che al visitatore (accompagnato dalle sagaci guide dell’associazione culturale Subterranea) si apre davanti agli occhi un mondo inimmaginabile. I recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti della cripta e l’abside di quella che era l’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, un tempo cattedrale di Narni, con uno splendido mosaico bizantino del VI secolo.

Ma il bello deve ancora arrivare. Attraverso un varco nella muratura si accede ad un locale con una cisterna romana, probabilmente resto di una domus. In questa sala, grazie ad alcuni effetti speciali, si può entrare in maniera virtuale nei cunicoli dell'Acquedotto Romano della Formina. Subito dopo, percorrendo un lungo corridoio, si giunge in una grande sala, dove avevano luogo gli interrogatori del Tribunale dell'Inquisizione: l'ambiente è chiamato Stanza dei Tormenti nei documenti ritrovati negli Archivi Vaticani e al Trinity College di Dublino, dove sono finiti parte degli atti processuali vergati proprio a Narni. Una piccola cella adiacente, unica nel suo genere, documenta con segni graffiti sulle pareti le sofferenze patite dagli inquisiti, uno dei quali ha voluto lasciare un messaggio attraverso un codice grafico, con simboli alchemico-massonici non ancora completamente decifrati. Una serie di casuali coincidenze ha portato a svelare un intricato mistero che si celava dietro quei simboli. Come il processo celebrato nel 1726 a carico di un uomo bigamo che per scappare dal carcere e incontrare la seconda moglie, uccise il suo carceriere.

Le suggestive scritte lasciate in cella

Oggi sono tornati a parlare – perché sono oggetto di studio – i verbali di interrogatorio, documenti rari di cui si era trovata traccia anni prima nell’archivio storico comunale di Narni. “Un confronto tra tecniche di investigazione del XVIII secolo e quelle di oggi – sottolinea lo staff di Narni Sotterranea - dalle carte ritrovate risulta che il bigamo era una persona scaltra che dopo la cattura cercò di nascondere la sua vera identità ma, alla fine, sotto tortura parlò. Si racconta che al corpo del carceriere ucciso fu fatta l'autopsia per verificare la causa di morte e fu allegato il relativo verbale, mentre sull'uomo omicida fu diramato un identikit descrittivo della sua persona che per quei tempi era una cosa davvero eccezionale. Le fonti documentano che l'uomo fu ripreso dopo alcuni mesi. Era braccato, gli sbirri dell'Inquisizione, così chiamati, sapevano che si era rifugiato a L'Aquila ma non potevano catturarlo perché era Regno di Napoli e non Stato Pontificio. L'uomo, però, commise un errore. Si fece scrivere un biglietto, essendo analfabeta, e lo spedì alla seconda moglie perché lo raggiungesse al confine il 15 agosto del 1726, in un punto stabilito. Il messaggio però fu ‘intercettato’ e al posto della sposa trovò le guardie che di nuovo lo catturarono. Fu condannato alle galere a vita, ossia a remare in catene sulle galee pontificie”.

A rendere suggestiva la visita ci sono i racconti delle guide, l’illuminazione artistica, l’ambientazione ricostruita nei luoghi, ma soprattutto la consapevolezza di rivivere la storia come se si fosse attraversata una star-gate. Assolutamente da provare. A proposito: lo sapevate che Narni è considerato il centro geografico d'Italia (mentre Foligno è il centro del mondo)?


Volontari per mission, appassionati per vocazione

L’associazione culturale Subterranea è nata nel 1994 dalla passione di un nutrito gruppo di volontari che da anni operano a Narni. Lo scopo principale è la salvaguardia e la valorizzazione del sito archeologico stesso e di portare alla luce quelle porzioni di storia narnese cancellate nei secoli dagli uomini o dagli eventi. L’associazione è senza fini di lucro e nel corso degli anni si è già impegnata in importanti realizzazioni che hanno contribuito ad amplificare l’immagine del sito archeologico, tra esse la produzione di un film-documentario.

 

Per saperne di più
Associazione culturale Subterranea
Via San Bernardo 12 - 05035 Narni (Terni)
www.narnisotterranea.it
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www.lultimoeletto.it
tel. +39 339-1041645 / 0744-722292

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