Con i mosaici mediterranei il Mare Nostrum racconta la sua storia: per Euromed 2026 diventano ambasciatori di un patrimonio artistico condiviso
Un filo sottile che li lega da oltre duemila anni: migliaia di minuscole tessere colorate, accostate con straordinaria maestria, hanno dato vita ad alcune delle più affascinanti opere d'arte dell'antichità
di Eugenio Serlupini
Mosaici mediterranei, ovvero preziose opere d'arte che rivelano la ricchezza, la storia e la cultura dei popoli che si sono affacciati sul Mare Nostrum nel corso dei secoli. E’ questo il tema che gli Stati membri dell'Unione Postale per il Mediterraneo (Euromed Postal Union) hanno scelto per il 2026 come filo conduttore della tradizionale emissione di francobolli congiunti. Proprio gli antichi mosaici tornati alla luce nell’area del Mediterraneo rappresentano una delle più straordinarie eredità artistiche dell'età greca, ellenistica e romana.
(TurismoItaliaNews) Non sono semplici decorazioni pavimentali, ma autentici racconti per immagini capaci di celebrare divinità, miti, scene di caccia, vita quotidiana e simboli di prosperità. Grazie alla sapienza dei maestri musivari e all'impiego di migliaia di minuscole tessere in pietra, marmo e pasta vitrea, molte di queste opere sono giunte fino a noi con colori e dettagli sorprendentemente intatti.
Tra i siti archeologici più spettacolari spiccano quelli della Grecia, dove le pavimentazioni musive testimoniano il raffinato gusto dell'epoca ellenistica e romana; della Tunisia, che custodisce una delle più ricche collezioni di mosaici romani al mondo, in particolare nei siti di Cartagine, Dougga ed El Jem; di Cipro, dove opere come il celebre mosaico di Leda e il Cigno o quelli della Casa di Dioniso a Pafos raccontano l'incontro tra cultura greca e dominio romano; e della Sicilia, con i capolavori della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell'Unesco, celebre per l'eccezionale stato di conservazione e per il vastissimo ciclo figurativo che comprende scene di caccia, miti e vita quotidiana. In tutti questi luoghi il mosaico continua a raccontare, con straordinaria forza espressiva, la storia di un Mediterraneo che per secoli è stato crocevia di popoli, commerci, culture e civiltà.
Cipro peril proprio dentello postale da 0,75 euro in distribuzione dal 10 luglio, ha scelto il mosaico che raffigura proprio Leda e il cigno, proveniente da Palaipafos. Datato tra la fine del II e l'inizio del III secolo d.C., questo straordinario esempio dell'arte musiva romana è oggi conservato nel Museo di Cipro a Nicosia. Il mosaico rappresenta Leda e Zeus, quest’ultimo trasformatosi in cigno, in una delle scene più celebri della mitologia greca. Leda è raffigurata nuda, con la parte anteriore del corpo coperta, e sembra “giocare” con il cigno in un momento che preannuncia la loro unione amorosa.
Il mosaico del Dio Oceano e i mosaici di Mértola sono invece la proposta del Portogallo. Individuato nella città di Faro, tra Rua Infante D. Henrique e Rua Ventura Coelho nel 1926, il mosaico del Dio Oceano, è stato riportato alla luce soltanto nel 1976. “Rappresenta uno degli esempi più significativi della presenza romana nel sud della penisola iberica – spiegano Carla Guerreiro e Jorge Manhita del Museo Civico di Faro - databile tra il II e il III secolo d.C., presenta un medaglione centrale raffigurante il dio Oceano, tradizionalmente rappresentato con capelli ondulati, barba e attributi marini. In origine il medaglione era incorniciato dalle personificazioni dei quattro venti; oggi, tuttavia, si conservano soltanto Borea e Zefiro, mentre le altre due figure furono distrutte nel 1926”. Il resto della pavimentazione è decorato con motivi geometrici e vegetali che si combinano armoniosamente, mettendo in risalto l'elevata qualità tecnica ed estetica dell'opera. Nella parte inferiore è presente un pannello con un'iscrizione che riporta i nomi delle quattro persone che finanziarono la realizzazione del mosaico.
“L'iconografia del Dio Oceano riflette il profondo legame tra la società romana e il mare, elemento fondamentale per le comunicazioni, l'economia e la circolazione di merci, persone e idee in tutta l'area mediterranea” sottolineano ancora Carla Guerreiro e Jorge Manhita. Collocato nell'antica città di Ossonoba (l’attuale Faro), questo mosaico testimonia la piena integrazione della città nella vita del Mediterraneo. Importante porto commerciale e centro logistico a supporto dei traffici marittimi, Ossonoba svolgeva infatti un ruolo strategico lungo le rotte navali, fungendo da scalo per le imbarcazioni che attraversavano lo Stretto di Gibilterra dirette verso Olisipo, l'attuale Lisbona. Il mosaico si distingue sia per l'eccellenza artistica sia per il suo valore storico, contribuendo a raccontare l'Algarve romana come un luogo d'incontro e di convergenza delle culture del Mediterraneo.
I mosaici di Mértola facevano parte di un complesso religioso paleocristiano costituito da due monumentali battisteri, un chiostro e una basilica, tutti risalenti ai secoli V-VI d.C. Questi straordinari reperti archeologici sono stati riportati alla luce grazie al meticoloso lavoro di ricerca svolto per quasi cinquant'anni da Cláudio Torres e dal gruppo di studiosi del Campo Archeologico di Mértola, nel piccolo borgo dell'Alentejo meridionale. “In un'epoca in cui il Cristianesimo si stava ormai consolidando – spiega Virgílio Lopes del Campo Archeologico di Mértola – Centro di Studi di Archeologia, Arti e Scienze del Patrimonio – si ritiene che l'insediamento fosse abitato da una popolazione di origini diverse, con stretti legami con il Mediterraneo orientale. Questa realtà è documentata dalla presenza di numerose iscrizioni funerarie in latino e in greco rinvenute nelle basiliche cimiteriali e nel mausoleo. In questa città portuale, situata nel punto più interno del fiume Guadiana raggiungibile dalle imbarcazioni, prosperava una comunità dotata delle risorse economiche e della sensibilità artistica necessarie per promuovere importanti programmi edilizi. Tra le testimonianze più significative spiccano i ricchi e raffinati pavimenti musivi, caratterizzati da un'elevata qualità tecnica e artistica.
“Le decorazioni comprendono scene di un cavaliere impegnato nella caccia con il falcone, la celebre rappresentazione mitologica di Bellerofonte in groppa a Pegaso mentre affronta la Chimera, oltre a raffigurazioni di numerosi animali, tra cui leoni affrontati, un leopardo, uno struzzo e vari uccelli, accompagnati da elaborati motivi geometrici – sottolinea Virgílio Lopes - nel mosaico qui illustrato si osserva una complessa e ricca composizione geometrica, racchiusa da medaglioni decorati con figure di uccelli. In questo sito archeologico, dove la ricchezza dei reperti e la monumentalità delle architetture testimoniano gli stretti rapporti con le città del bacino mediterraneo, i mosaici rappresentano una fonte fondamentale per comprendere il complesso religioso e la storia di Mértola nella tarda Antichità”.
La Spagna, per il suo EuroMed 2026, punta sulla villa romana di La Quintilla, una delle più note e importanti della Regione di Murcia, a circa 4 chilometri da Lorca, ai piedi del Cejo de los Enamorados. L'impianto della villa si sviluppa su due terrazze. In quella inferiore si trova l'area destinata al lavoro e ai magazzini, la pars rustica, con un grande cortile circondato, sui lati sud e ovest, da ambienti di forma quadrangolare. La parte residenziale, o pars urbana, è organizzata attorno a un atrio con impluvium e a un ampio peristilio con una vasca centrale decorata con motivi acquatici.
Intorno si dispongono numerosi ambienti pavimentati con mosaici e pareti decorate con pitture murali. Grazie al programma ornamentale è stato possibile stabilire che il complesso risale al II secolo d.C. Tra i mosaici che pavimentano i diversi ambienti della villa, uno dei più significativi è quello della stanza 28, composto da nove busti femminili raffigurati all'interno di rettangoli, a loro volta inscritti in un ottagono. Le figure femminili portano un'acconciatura raccolta in uno chignon, fermato da una reticella e sormontato da un diadema. È probabile che rappresentino le Muse. L'emissione spagnola è in versione minifoglio, con valore facciale di 3 euro.









