Olympisme, al Palais de la Porte Dorée di Parigi una mostra per scoprire come sono cambiati in 130 anni il mondo e le Olimpiadi

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Eugenio Serlupini, Parigi

Raccontare la saga olimpica con una mostra unica, ripercorrendo le crisi, le lotte e le grandi vittorie che hanno plasmato il mondo contemporaneo. Lo svolgimento delle Olimpiadi in Francia in questo 2024 offre l’occasione formidabile al Palais de la Porte Dorée di Parigi per presentare una rassegna espositiva che ripercorrerà 130 anni di sviluppi geopolitici, sociali e culturali dalla creazione dei Giochi Olimpici moderni. Un evento emblematico per raccontare la saga olimpica.

 

(TurismoItaliaNews) Il 2024 è l’anno dello svolgimento in Francia dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi, i primi in cento anni per i Giochi estivi. E dunque un evento attesissimo, che l’intero Paese è pronto a sfoderare nel pieno rispetto della tradizionale grandeur. La mostra “Olympisme, une Histoire du Monde” sarà aperta dal 26 aprile all’8 settembre 2024 e sarà un viaggio pensato per condurre il visitatore dietro le quinte di ciascuna delle 33 Olimpiadi, da Atene nel 1896 a Parigi nel 2024, comprese le gare non disputate (1916, 1940, 1944). Con quasi 400 opere, documenti, filmati d'archivio e fotografie, l’esposizione riunisce eventi storici, personaggi sportivi che hanno assistito o partecipato a questi momenti salienti e le prospettive degli artisti.

Olympisme, al Palais de la Porte Dorée di Parigi una mostra per scoprire come sono cambiati in 130 anni il mondo e le Olimpiadi

Olympisme, al Palais de la Porte Dorée di Parigi una mostra per scoprire come sono cambiati in 130 anni il mondo e le Olimpiadi

“Questa storia è attraversata da grandi conflitti internazionali e da lotte a favore dell’uguaglianza, della parità, dell’inclusione, contro il razzismo e la discriminazione. Questa mostra riafferma l’impegno del Palais de la Porte Dorée verso questi valori, al centro del suo progetto scientifico e culturale, delle sue azioni e della sua programmazione” spiegano i curatori dell’evento al Palais de la Porte Dorée: Nicolas Bancel, storico; Pascal Blanchard, storico; Yvan Gastaut, storico; Sébastien Gökalp, curatore capo del Patrimonio; Elisabeth Jolys-Shimells, curatrice capo del Patrimonio, responsabile del dipartimento delle collezioni del Museo Nazionale di Storia dell'Immigrazione; Sandrine Lemaire, storica; Stéphane Mourlane, storico.

Dalla nascita dell'Olimpismo moderno al contemporaneo
La mostra propone un percorso cronologico, in sei sezioni principali. Ciascuna di essi ripercorre un'epoca e le sue problematiche: la nascita dell'olimpismo moderno (1895-1916), il tempo del nazionalismo (1916-1944), quello della guerra fredda e della decolonizzazione (1944-1966), l'avvento di un sistema multipolare mondiale (1968-1988) e un nuovo secolo olimpico (1988-2008). L'ultima sezione (2008-2024) mette l'olimpismo in relazione alle questioni contemporanee e mette in discussione il futuro dei Giochi: integrazione di nuovi sport, considerazione del genere, salute mentale degli atleti o anche eco-responsabilità.

Olympisme, al Palais de la Porte Dorée di Parigi una mostra per scoprire come sono cambiati in 130 anni il mondo e le Olimpiadi

Olympisme, al Palais de la Porte Dorée di Parigi una mostra per scoprire come sono cambiati in 130 anni il mondo e le Olimpiadi

Le Olimpiadi riflettono il mondo
Pierre de Coubertin pensava allo sport come strumento di armonia universale. Il pioniere dei Giochi Olimpici moderni era convinto che trasferendo le rivalità internazionali sul campo sportivo si potessero contrastare i conflitti armati. Non riuscendo a garantire la pace, l’Olimpismo ha fatto eco ai conflitti e agli equilibri internazionali, nonché agli sviluppi sociali del suo tempo.

Un’arena geopolitica
Ogni Olimpiade ha le sue questioni geopolitiche. Questo evento sportivo internazionale è stato messo al servizio dell’agenda politica, sia delle democrazie che delle dittature. La mostra ripercorre questi momenti decisivi, oscuri o unificanti che hanno segnato la storia del XX secolo: dall'affermazione degli Stati nazionali alla multipolarizzazione del mondo, l'ascesa del nazionalismo, la guerra fredda, la decolonizzazione o l'apartheid… Per esempio, la Germania nazista che fece dei Giochi Olimpici di Berlino del 1936 la vetrina della sua ideologia razzista e del suo regime totalitario; il boicottaggio delle nazioni africane ai Giochi di Montreal del 1976 contro il regime di apartheid in Sud Africa; la potenza economica cinese che esprime la maestosità ai Giochi di Pechino del 2008.

Olympisme, al Palais de la Porte Dorée di Parigi una mostra per scoprire come sono cambiati in 130 anni il mondo e le Olimpiadi

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Un ring di lotta sociale e sociale
Ogni Olimpiade ha le sue battaglie. Al di là di uno spazio di attrito geopolitico, la mostra evidenzia che i Giochi sono un terreno di lotte sociali e uno specchio degli sviluppi sociali. Le lotte per le libertà fondamentali, la democrazia, l’uguaglianza razziale e di genere, l’inclusione e l’eco-responsabilità sono al centro del viaggio. Il visitatore è invitato a (ri)scoprire come gli atleti competono ad armi pari nello spazio olimpico, anche durante i periodi di segregazione razziale, e come questo spazio così esposto diventi un vero e proprio luogo di espressione e di rivendicazioni. Il motto “Vinca il migliore” regala, durante i Giochi, un posto unico nel panorama internazionale alle comunità vittime di discriminazioni. Inoltre, mentre nel 2024 i Giochi Olimpici e quelli Paralimpici saranno riuniti sotto lo stesso emblema, gli atleti con disabilità hanno visto una prima vittoria a Roma nel 1960 con lo svolgimento dei primi Giochi Paralimpici dopo oltre sessant’anni. Il modello olimpico è un percorso di affermazione sociale per le persone con disabilità. La mostra ritorna anche sul tema delle donne ai Giochi: dalla grande riluttanza di Pierre Coubertin alla parità a Parigi nel 2024, passando per le lotte femministe del 1920 ma anche dal 1948, il riconoscimento sportivo. Infine, come organizzare un evento internazionale rispettando l'ambiente? È nel quadro dei Giochi Olimpici di Londra del 2012 che sorgono le prime questioni di eco-responsabilità per continuare ad affrontare le sfide ambientali.

Campioni per una causa
Ogni Olimpiade ha le sue figure degne di nota. Durante tutto il viaggio l'Olimpismo, storia del mondo, evoca immagini memorabili. Come quella di Jesse Owens in volo nel salto in lungo ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936. Vincendo quattro medaglie d'oro, l'atleta afroamericano calpestò le tesi razziste del regime nazista. O quelli di Tommie Smith, John Carlos e Peter Norman che, per denunciare la segregazione negli Stati Uniti, hanno alzato il pugno guantato di nero e hanno indossato un distintivo del Progetto Olimpico per i Diritti Umani sul podio dei 200 metri dei Giochi Olimpici nel 1968. O quella di Cathy Freeman, bandiere australiana ed aborigena sulle spalle durante la sua vittoria, per il riconoscimento dei diritti degli aborigeni e della fraternità tra i due popoli dopo due secoli di colonizzazione. Come dimenticare, infine, il trionfo di Nadia Comāneci nel 1976, simbolo della nuova strategia sportiva dei Paesi dell'Est? Sono tanti i destini singolari che l'Olimpismo, storia del mondo, presenta, siano essi portavoce di un movimento, strumenti di potere o portatori di speranza per generazioni. Questi percorsi sportivi fanno parte di un'avventura collettiva segnata dalle imprese di oltre 200.000 atleti che hanno partecipato ai Giochi Olimpici estivi.

Olympisme, al Palais de la Porte Dorée di Parigi una mostra per scoprire come sono cambiati in 130 anni il mondo e le Olimpiadi

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Quale futuro per i Giochi?
L'Olimpismo, una storia del mondo che va oltre il presente. Come pensare a Giochi più democratici? Più aperti? Più rispettosi dell'ambiente? Attraverso la mostra, la sua programmazione e i suoi laboratori di mediazione, il pubblico è invitato a interrogarsi ed immaginare il futuro dei giochi: integrazione di nuovi sport, ridefinizione delle categorie di atleti, nuove infrastrutture eco-responsabili... Ecco allora il pretesto per la mostra.

Il Palazzo della Porta d'Oro
Istituzione culturale multidisciplinare, l'istituzione pubblica del Palais de la Porte Dorée è composta da un monumento storico, il Palais de la Porte Dorée, un museo, il Museo Nazionale di Storia dell'Immigrazione e un acquario, l'Acquario Tropicale. Vero luogo di familiarità, il Palais de la Porte Dorée è allo stesso tempo: luogo di esposizione, diffusione della conoscenza, forum di espressione e spazio di socialità, luogo di programmazione di spettacoli e festival e luogo di conservazione delle specie in via di estinzione e consapevolezza.

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