Brindisi al tramonto fra i vigneti di Ischia: la storia della Casa D’Ambra parla di un'antica tradizione vinicola

images/stories/campania_Ischia/IschiaAmbraVini03.jpg

Giovanni Bosi, Ischia

Affacciarsi dai terrazzamenti della Tenuta Frassinelli, dove la vigna Pietra Martone e Tifeo viene baciata dal sole per l’intera giornata, e scoprire scorci romantici di Ischia, è una sensazione che non ha prezzo, specie se si ha la fortuna di trovarsi lì al tramonto. E’ quello il punto giusto per comprendere come sull’isola verde si porta avanti quella viticoltura eroica che ha conquistato tutto il mondo.

 

(TurismoItaliaNews) Quando arriviamo alla Tenuta Frassinelli, dopo aver percorso la tortuosa stradina che sale verso il monte Epomeo, è come trovarsi all’improvviso in Paradiso. Non caso qualcuno ha voluto definire “angeli matti” chi con passione e amore per il territorio porta avanti una coltura a dir poco pionieristica. Parlare di vino ad Ischia significa praticamente parlare della storia e delle tante popolazioni mediterranee che qui si sono succedute. E la storia ha contribuito a scriverla anche la famiglia D’Ambra, visto che da quattro generazioni coltiva vigne e produce vini oggi superpremiati.

Ci accoglie Marina D’Ambra, manager assistant: è lei a rappresentare la quarta generazione affiancando Andrea Corrado e Riccardo D’Ambra, terzi nell’ordine dell’albero genealogico, oggi titolari della società D’Ambra Vini d’Ischia. Ma tutto è cominciato con Francesco D’Ambra, ovvero Don Ciccio come lo chiamano ancora da queste parti, nato nel 1863 da una famiglia di viticoltori locali, che si è dedicato, fin da giovanissimo, al commercio del vino d'Ischia fondando nel 1888 la florida azienda che tuttora produce. Dal 1966 i vini di Ischia sono stati riconosciuti (grazie all’iniziativa della famiglia D’Ambra) vini a denominazione di origine controllata, dando così un nuovo forte impulso all’economia ischitana, dove i vigneti hanno sempre rappresentato un elemento irrinunciabile del paesaggio isolano.

“Casa D’Ambra acquista ogni anno circa 5.000 quintali di uva da 150 viticoltori ischitani, di cui 120 associati in cooperativa – ci spiega Marina - i vigneti di proprietà dell’azienda sono di quattro ettari in località Frassitelli e un ettaro in località Montecorvo. Inoltre Casa D’Ambra ha in conduzione insieme a viticoltori locali 6 ettari nelle zone più vocate dell’isola. L’azienda punta decisamente sui vitigni locali: biancolella, forastera, uvarilla (bianchi) e il piedirosso e guarnaccia (rossi). E a testimonianza di un’attenzione verso il miglioramento della qualità delle uve e di omologazione delle vecchie varietà – sottolinea ancora Marina D’Ambra - è stato istituito nel 1995 un campo sperimentale, una sorta di banca genetica per la ripresa delle varietà scomparse, impiantato nella tenuta Frassitelli”.

Così Guarnaccia e Guarnaccello, la Coda Cavallo e Streppa rossa, Rillottola e il Don Lunardo, e poi la Catalanesca, l’Uva romana, l’Uva procidana, e l’Uva coglionara, potranno tornare a vivere nel panorama viticolo ischitano. Gli attuali processi di vinificazione e affinamento hanno contribuito ad esaltare le due caratteristiche dei vini D’Ambra: la delicatezza dei profumi e il gusto da sempre definito “ammandorlato”. Le nuove denominazioni hanno esteso la protezione ai vitigni più diffusi, cioè Biancolella, Forastera e Per''e Palummo. “La cantina, incastonata in un anfiteatro naturale alle pendici del Monte Epomeo – ci spiega sempre Marina - si sviluppa su una superficie di 3500 metri quadrati ed è qui che si articolano le fasi della produzione: la vinificazione, la cantina con serbatoi di acciaio, le botti piccole e grandi per l’affinamento del vino rosso, l’imbottigliamento e il magazzino dei prodotti finiti”.

La Tenuta Frassitelli è a dir poco spettacolare: quattro ettari di vigneto in forte pendenza a 600 metri di quota, dove le lavorazioni viticole sono facilitate da un trenino a cremagliera installato nel vigneto. “Tutto ciò che è circondato dal mare – sottolinea Andrea D’Ambra - vive in condizioni climatiche e storico-culturali uniche. Le problematiche della viticoltura ischitana trascendono la dimensione prettamente agronomica per assumere significati storici, geografici e socio-economici. La presenza della viticoltura sull’Isola non riveste importanza solo produttiva, ma assume connotazione di tutela paesaggistica e di salvaguardia etnico-culturale. Costi di produzione altissimi e tenacia appassionata della conduzione della vigna in situazioni orografiche difficili hanno determinato l’aggettivo di ‘angeli matti’ da parte di giornalisti del settore”.

Ma ciò non toglie che si lavora anche per ripristinare le vigne abbandonate e rispondere adeguatamente alle richieste del mercato. I nomi Frassitelli (uve Biancolella 100%), Forastera (vitigno omonimo in purezza), Biancolella (uve Biancolella 85%, Forastera, San Lunardo e Uva Rilla 15%) e Ischia Bianco (uve Biancolella 50%, Forastera 50%) sono quelli dei vini apprezzati sulle tavole di mezzo mondo, grazie ad un export che va forte verso il nord Europa. Un brindisi con i vini di Ischia è come assaporare tutta l’intensità dell’Isola. Ma certamente degustarli sul posto è ancora meglio…

Per saperne di più

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...