Viaggio avventuroso e gustoso nell’antica Piscarìa di Catania: c’è tutta l’anima della città in questo mercato variopinto

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Giovanni Bosi, Catania

C’è l’anima dei catanesi, ma anche il colore della Sicilia, il gusto di questa unica e irripetibile isola del Mediterraneo con la sua cultura e la sua storia. E’ la Piscarìa, l’antico mercato del pesce che anima Catania e che richiama non solo gli avventori, ma anche migliaia di turisti desiderosi di perdersi fra i banchi dei pescivendoli assaporando tradizione e folclore.

 

Viaggio avventuroso e gustoso nell’antica Piscarìa di Catania: c’è tutta l’anima della città in questo mercato variopinto(TurismoItaliaNews) Si potrebbe arrivare alla Piscarìa semplicemente seguendo il fiume di persone attratte dalla stessa curiosità, oppure il vocìo incessante dei venditori, la cosiddetta vuciata. Certo è che in una Catania ricchissima di cose da vedere, anche la Pescheria è un’attrazione irrinunciabile. L’avventura comincia subito dietro la Fontana dell’Amenano, uno dei punti di forza del centro storico catanese. Fondata dai Greci nel 729 a.C., la città dell’Etna vanta una storia ricca di eredità culturali, un crogiuolo di stili e tradizioni del periodo non solo greco, ma anche romano, bizantino, arabo, normanno, svevo, angioino, aragonese e spagnolo che si ritrova nelle strade, delle piazze e nei siti archeologici che spuntano fra le case, frutto di una sovrapposizione praticamente trimillenaria.

L’odierna immagine complessiva di Catania è comunque prevalentemente settecentesca, effetto della ricostruzione attuata dopo il violento terremoto del 1693 e che ha donato all’umanità quello stile Barocco Siciliano che è valsa l’iscrizione nel Patrimonio dell’Unesco.

Catania, Piazza Duomo

Catania, la Fontana dell'Amenano

Così, iniziando l’esplorazione del cuore di Catania da piazza Duomo - luogo d'incontro dei catanesi nei momenti più intensi della vita cittadina e nelle occasioni solenni, con il Municipio e il Duomo, la Fontana dell'Elefante e l’ex seminario dei Chierici, le terme Achilliane custodite nel sottosuolo – si arriva inevitabilmente alla Piscarìa, spalmata in un dedalo di viuzze che richiamano un suq arabo con la tipica atmosfera di una medina. I banchi fin dai primi dell’Ottocento si trovano nel tunnel scavato nel Cinquecento sotto il Palazzo del Seminario dei Chierici e le mura di Carlo V, di fronte agli Archi della Marina, un tempo immersi nelle acque del sottostante porticciolo di pescatori oggi riempito e trasformato in verde pubblico, in piazza Alonzo di Benedetto e in piazza Pardo, tra i quartieri “Duomo di Catania o Terme Achilliane - Piano di San Filippo” e “Murorotto o Pozzo di Gammazita - Terme dell'Indirizzo”.

Pesce freschissimo, appena tirato fuori dal mare, che ancora si agita. Il Mediterraneo è l’altro indomito elemento naturale di Catania, fra la scogliera di pietra lavica e la spiaggia di sabbia dorata, con la passeggiata a mare detta “u passiaturi” a fare da limite, fra Piazza dei Martiri e la Stazione Centrale. Ma anche la Plaia: chilometri e chilometri di spiaggia dorata che si estende oltre l’Oasi del Simeto, fino al borgo di Agnone Bagni ai confini di Lentini.

Viaggio avventuroso e gustoso nell’antica Piscarìa di Catania: c’è tutta l’anima della città in questo mercato variopinto

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Dalla Pescheria non si vorrebbe mai venir via: gli occhi vagano da un venditore all’altro, da un banco all’altro, dalla varietà incredibile di pesci (interi o al trancio), crostacei e mitili, fino ad arrivare là dove il pescato lascia spazio ai prodotti della terra e dell’allevamento. Un autentico viaggio nel gusto e in un modo di vivere che è straordinariamente tutto catanese. E i turisti stranieri impazziscono: le foto che scattano non si contano. Peccato non poter “immagazzinare” anche gli odori e i sapori da condividere con chi è rimasto a casa…

Viaggio avventuroso e gustoso nell’antica Piscarìa di Catania: c’è tutta l’anima della città in questo mercato variopinto

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
(A.F.)

 

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