Da Vetralla forte richiamo alla valorizzazione delle produzioni italiane, a partire dall’olio extravergine d’oliva Tuscia Dop

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Giovanni Bosi, Vetralla / Viterbo

E’ un forte richiamo alla valorizzazione delle produzioni italiane e dunque alla giusta promozione delle territorialità quello che arriva da Vetralla, cittadina della Tuscia viterbese che lega il proprio nome ad una pregiata produzione olearia, in occasione di “Sì…V’olio”, l’evento pensato per mettere in vetrina le eccellenze dei prodotti tradizionali e biologici di questa porzione di Lazio.

 

(TurismoItaliaNews) Produttori ed istituzioni da queste parti hanno ormai trovato un concreto punto di accordo: l’affermazione del marchio Vetralla nel contesto della Tuscia e della sua Dop - denominazione riferita al prodotto estratto e confezionato in ben 52 comuni della provincia di Viterbo, nelle sottozone dei Colli Cimini, Collina Viterbese e Lago di Bolsena – è l’unica strategia per il rilancio dell’economia locale, passando evidentemente per food e turismo. Un ragionamento culturale a tutto tondo, che prende le mosse dall’esperienza positiva di territori poco lontani, appena aldilà del confine regionale. Toscana docet.

Amministrazione comunale, Cat Sviluppo Imprese Viterbo, cooperative e piccoli produttori si ritrovano insieme per un percorso condiviso. “E’ fondamentale – sottolinea Vincenzo Peparello, presidente del Cat Confesercenti di Viterbo e ideatore di VisiTuscia, la Borsa del turismo e dell’agroalimentare della provincia viterbese – che il territorio stia lavorando per l’affermazione della sua eccellenza, l’extravergine d’oliva Dop, in un contesto che coinvolge anche tutte le altre produzioni e le attrazioni culturali ed artistiche. Questo è il Made in Italy più autentico, la cui qualità si deve alla serietà, alle competenze e alla passione di tanti produttori”. Del resto è curioso che la stessa accortezza che si pone nella scelta di una bottiglia di vino, per la quale si è disposti a spendere un po’ di più, non sia ancora ravvisabile per l’olio che si acquista, per il quale il minor prezzo resta ancora per molti l’unico parametro da tenere considerazione. Non è così ovviamente.

“La comune e diffusa voglia di essere espressione del territorio attraverso una specializzazione che ha raggiunto livelli al top e dove la qualità fa parte del retaggio storico come qui a Vetralla e nella Tuscia – sottolinea Peparello – è già un biglietto da visita. Nei nostri frantoi la spremitura a freddo tradizionale con macine e fiscoli si accompagna all’estrazione a freddo con il controllo delle temperatura per non alterare il gusto naturale del prodotto. Basta assaggiare per rendersi conto della differenza…”. Del resto Vincenzo Peparello da sempre sottolinea anche la necessità di accelerare su temi quali la formazione mirata per manager turistici e per addetti al settore, al fine di qualificare sempre di più l’offerta dei nostri servizi turistici, aumentare e migliorare le infrastrutture per una destagionalizzazione dei flussi turistici.

E se l’ulivo è patrimonio paesaggistico, ormai neppure nelle case manca… ““Da noi a Vetralla tutti in famiglia possiedono un oliveto, magari anche piccola - rileva Carlo Postiglioni, assessore all'agricoltura e al commercio – e se qualche coppia giovane non lo hanno, mettono un piccolo ulivo sul terrazzo di casa…”. Ben più, insomma, di una tradizione tramandata di generazione in generazione: è un vero attaccamento affettivo. Peraltro basti pensare che nei cinque frantoi di Vetralla si lavorano mediamente 70mila quintali di olive all’anno; le due cooperative esistenti riuniscono mille soci su 14mila abitanti.

“Al terzo anno del mio mandato – evidenzia il sindaco di Vetralla, Francesco Coppari - mi preme sottolineare la vicinanza dell’amministrazione comunale agli operatori del settore. Iniziativa come Visituscia e ‘Si...V’Olio’ è l’occasione per confrontarsi sul tema dell’olio extravergine d’oliva Dop della Tuscia. con tutte le sue problematiche connesse alla produzione e vendita sui mercati nazionali ed esteri. E’ un incontro ravvicinato tra domanda ed offerta, che vuole proiettare Vetralla sempre più nell’orbita delle città che ‘contano’ per il suo prelibato prodotto”.

L’extravergine della Tuscia Dop ha ottenuto la tutela comunitaria alla fine del 2005 e in particolare la varietà autoctona Caninese, oliva piccola e a lenta maturazione, consente di produrre un olio a bassissima acidità (al massimo dello 0,3% espressa in acido oleico) di colore verde, molto profumato e dal sapore spiccato; le altre cultivar comprendono Frantoio, Moraiolo e Leccino, seguite da Grognolo, Fuscurella, Maurino, Pendolino.

Turismo legato alle eccellenze enogastronomiche del territorio, si diceva. “Grazie anche alla varietà del micro-climi esistenti nella regione, il cui territorio varia dall’alta collina dei Volsini e dei Cimini, alla campagna maremmana che si estende a ridosso del litorale marino, passando per le macchie boschive e a volte impenetrabili delle selve protette – ci spiega Antonio Castello, giornalista da anni impegnato sul fronte della promozione della Tuscia – il turismo del gusto offre una varietà di prodotti unici con i quail preparare piatti indimenticabili. La cucina che ne deriva, infatti, definita contadina e mediterrenea, è quanto di meglio si possa trovare per quanto concerne i profumi, gli adori e i sapori. La sua bontà è testimoniata del gran numero di ristoranti che fanno a gara per presentare il meglio dell’enogestronomia locale e dal gran numero di sagre che, soprattutto d’estate, vivacizzano le serate degli abitanti e dei molti villeggianti”.

 

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