Tasting Tromsø: il buon gusto della città norvegese nella cultura e naturalmente a tavola

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Giovanni Bosi, Tromsø / Norvegia

Si fa subito amare per la sua atmosfera amichevole, i suoi colori e persino il suo gusto. Tasting Tromsø, si potrebbe definire un viaggio in questa città della Norvegia del nord. Fondata nel 1794 con appena 80 persone, una chiesa e una fortezza, e pensata per lo sviluppo della pesca (più come ideale che quale effettiva realtà abitativa) oggi Tromsø è il trampolino di lancio per esperienze eccitanti nella neve artica. Ecco un itinerario urbano, nel quale non può mancare il risvolto gourmet.

 

(TurismoItaliaNews) A cavallo del freddo Mar di Norvegia, divisa fra un’isola e la terraferma lungo la costa nord-occidentale frastagliata dai fiordi, Tromsø con le sue luci e i suoi colori tipici del nord Europa, in inverno piuttosto che col sole di mezzanotte, sa rivelarsi coinvolgente e garantire il suo abbraccio al turista che arriva, grazie ai suoi abitanti affabili e accoglienti. In tutte le attività in prima linea ci sono i giovani, molti dei quali sono studenti universitari che si alternano fra studio e lavoro. A differenza di Stoccolma o Tallinn, Tromsø non ha un vero e proprio centro storico, anche se in realtà, tutto il suo cuore è una vecchia città e le case più antiche, che hanno fino a 200 anni, sono distribuite in modo abbastanza uniforme nel nucleo urbano.

Anche se ha appena due secoli di vita, i primi insediamenti umani da queste parti risalgono a migliaia di anni fa e la sua storia è ben documentata dal Polarmuseum: è da questo porto che agli inizi del Novecento sono partite le spedizioni verso il Polo che le sono valse il soprannome di Porta sull’Artico. Oggi Tromsø è un importante hub per i voli e le navi, soprattutto perché non ci sono le ferrovie che vanno così a nord e da qui si può volare fino a Spitsbergen, vicino al Polo Nord.

Una delle sue attrazioni più famose nel mondo è l’iconica Cattedrale Artica, in lingua norvegese Ishavskatedralen, ovvero “la cattedrale del mar Artico”: costruita nel 1965 in stile moderno, svetta con la sua originale forma triangolare - che ricorda una tenda Sami o la punta di un iceberg - in prossimità del gigantesco ponte di Tromsøbrua che collega le due zone della città bvpassando lo Stretto di Strosteinen (ma c’è anche un tunnel sottomarino che le unisce). Una sorta di geroglifico che esprime Tromsø nello stesso modo in cui la Torre Eiffel significa Parigi. Il suo progettista, l’architetto Jan Inge Hovig, ha firmato molti importanti edifici pubblici nella Norvegia del nord nei decenni del dopoguerra. Quando Hovig ha studiato architettura era nella stessa classe di Jorn Utzon, che ha progettato la Sydney Opera House. Forse la chiesa si ispira al teatro dell’Opera? Undici lastre di cemento armato ricoperte di alluminio conferiscono alla struttura la sua forma peculiare, a cui dal 1973 si accompagna un gigantesco mosaico di vetro opera dell’artista Victor Sparre installato sulla parete orientale.

Rimanendo nel campo dell’architettura, una visita la merita la scenografica Biblioteca pubblica ottenuta dalla ristrutturazione del preesistente cinema progettato dall’architetto Gunnar Bøgeberg Haugen. Quando il “Focus” aprì i battenti nel 1973 era un edificio moderno e funky, ma in realtà ha finito con il diventare rapidamente obsoleto. La particolarità sta nella struttura del tetto autoportante, vincolata come monumento per la sua tecnica costruttiva, realizzata sull’idea dell’architetto spagnolo Felix Candela, spesso indicato come Candelaskall: quattro grandi archi compongono una forma paraboloide la quale durante la ristrutturazione completata nel 2005, è stata mantenuta intatta dagli architetti Hrtb As e all’interno sono stati ricavati diversi piani per una superficie complessiva di 3.710 metri quadrati, con il parquet in legno di betulla. E se si visita il piccolo bar Perez nell’immediata periferia della città, ci si può sedere sui vecchi sedili del cinema. Poi c’è la Domkirka, il duomo costruito in legno e foggia neogotica nel 1861: è la più grande chiesa della Norvegia con 800 posti, progettata da Christian H. Grosch, uno degli architetti norvegesi più noti del XIX secolo a cui si devono i progetti di molti edifici degni di nota in Norvegia, fra cui l’università di Oslo. Tra gli altri musei da visitare ci sono il Museo della Città (Perspektivet Museet), il Museo delle Belle Arti, il Museo dell’Università e la Galleria d’Arte Contemporanea.

Passeggiando per le strade di Tromsø quando sono innevate colpisce subito un dettaglio: i marciapiedi sono “miracolosamente” liberi e camminarvi mette al riparo da possibili scivoloni. Sapete perché? Sono riusciti a convogliare al di sotto l’acqua del mare, che non è quasi mai inferiore a 2-3 gradi grazie alla temperata Corrente del Golfo e che con il suo relativo tepore impedisce alla neve di “attaccare” e di formare lastre di ghiaccio. La cornice del trekking urbano sono case e palazzetti costruiti completamente in legno (i più antichi) e poi in pietra, dipinti con colori vividi come il giallo (un tempo denotava le case dei ricchi in quanto tinta molto costosa) oppure rosso (che una volta identificava le stalle). E poi ci sono i negozi per lo shopping più disparato. Per avere una visione completa della città, dello Stretto e del territorio circostante si può salire sul monte Storsteinen, a 421 metri di quota, con la funivia di Fjellheisen. Ma parlavamo di Tasting Tromsø: inevitabilmente sono i prodotti artici a farla da padrone, come è facile immaginare.

Per la buona birra locale Mack o un thé artico si può andare da Compagniet in Sjøgata 12 (www.compagniet.no) oppure per un espresso di qualità da KaffeBønna; per un pasto più sostanzioso una tappa è consigliata al bistro Baia che si affaccia sul porto. Una cena di pesce di qualità, dove si può apprezzare anche il King Crab, ovvero il granchio reale, si può prenotare un tavolo al Fiskekompaniet (www.fiskekompani.no). Per lungo tempo c’è stato un grande dibattito sul fatto che il granchio reale sia stato effettivamente il benvenuto sulla costa norvegese; una cosa che non è oggetto di discussione è invece che si tratta di un ingrediente fresco di alta gamma e molto versatile dato che può essere preparato in una varietà di modi e da considerare al pari degli scampi norvegesi e dell’aragosta europea. Le sue zampe sono ripiene di deliziosa e succosa polpa priva di ossicini e cartilagini. Non avendo particolari nemici, il granchio reale è riuscito ad insediarsi lungo tutta la costa nord norvegese e si riproduce nelle fredde acque pulite e incontaminate. Allo Skarven preparano un delizioso Arctic burger con pesce, formaggio, bacon, lattuga e salsa di pomodoro. Se invece optate per un carpaccio di balena affumicata è obbligatorio sedersi a tavola da Emmas (www.emmas.as) proprio di fronte alla Domkirka. E se volete un tipico piatto norvegese, ecco la ricetta: fegato di merluzzo (ricco di omega3, importante per supplire alla mancanza di vitamina C) mescolato con polpa e uova dello stesso pesce, patate e carote Moelja; una delizia, assicurano da queste parti.

In tema di eventi culturali, a Tromsø si svolgono il Festival Internazionale del Cinema e il Festival Northern Light, per i quali arrivano spettatori da tutto il mondo. Ce n’è abbastanza per venire qui…

Per saperne di più
www.ishavskatedralen.no
www.visitnorway.it
www.innovasjonnorge.no/italia
www.visittromso.no/en

 

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