Jaipur, India: Jantar Mantar, ecco gli affascinanti strumenti per misurare l'armonia dei cieli

images/stories/india/JaipurOsservatorio06PiccolaMeridiana.jpg

 

Giovanni Bosi, Jaipur / India

Da sempre l’influenza del Sole sulla Terra, le relazioni che si instaurano e si modificano, affascinano l’Uomo. La necessità di capirne di più ha sempre stimolato la ricerca e in diverse parti del mondo restano oggi antiche testimonianze che dimostrano questo interesse, spesso con una modernità che stupisce. A Jaipur, nel Rajasthan, c’è un osservatorio astronomico all’aperto i cui giganteschi strumenti astronomici sono costruiti in pietra. E’ il Jantar Mantar, realizzato tra il 1727 e il 1734.

 

(TurismoItaliaNews) Jaipur è famosissima per una serie di luoghi straordinari, come l’immenso palazzo - fortezza di Amber, l'Hawa Mahal (noto come il Palazzo dei Venti) e il Jantar Mantar, l’ingegnoso osservatorio astronomico nato praticamente insieme alla “città rosa” che lo accoglie. Rosa per il colore predominante delle sue costruzioni, ma anche città dei diamanti per una tradizione e un business che va fortissimo. Oggi Jaipur - che qualcuno chiama la San Pietroburgo dell'India - ha quattro milioni di abitanti e per quanto possibile ha cercato di mantenere quanto più possibile intatta la veste originale assunta a partire dal 1728, anno di fondazione ad opera del Maharaja Sawai Jai Singh II.

Il nome Jantar Mantar significa letteralmente “strumenti per misurare l'armonia dei cieli”: quando si entra nell’osservatorio si ha come la sensazione di trovarsi in un fantasioso parco giochi. La curiosa forma di quelle che sono vere e proprie costruzioni – chiamate yantras - messe a punto grazie all’ingegnosità degli studiosi, a ben guardare fa poi comprendere che ci si trova davanti a qualcosa di sofisticato e scientifico. Ma persino filosofico: in effetti c’è una teoria alla base del Jantar Mantar ed evoca un'atmosfera che deriva dall'espressione sanscrita Yantra Mantra, dove Yantra significa strumento e Mantra significa calcolo.

A Sawai Jai Singh, ideatore dell’osservatorio (a lui si devono anche quelli di Delhi, Ujjain, Mathura e Varanasi, ma quello di Jaipur è il più grande dei cinque e anche il meglio conservato) si deve la revisione del calendario indù oltre alla fondazione della città dopo l’abbandono di Amber, l'antica capitale dei governanti Kachhawa Rajput di Dhundhar.

Aggirandosi tra gli strumenti, la curiosità di saperne di più è fortissima. Come nel caso della piccola meridiana Laghu Samarat Yantra, il “re di tutti gli strumenti” non solo per le sue dimensioni, ma anche per l'accuratezza e l'estrema precisione con cui è stato costruito: realizato in marmo e arenaria con un muro inclinato di 27 gradi (la latitudine di Jaipur), è dotata di una scala graduata sulla tangente che serve per individuare l'angolo di inclinazione del sole. Il quadrante di sinistra serve per calcolare l'orario del mattino, quello di destra per il pomeriggio: entrambi sono divisi in 6 ore, ciascuna in 60 minuti e ogni minuto in 20 secondi. Grazie all'ombra dello gnomone che cade su uno dei quadranti è possibile determinare l'ora di Jaipur e aggiungendo un coefficiente di adeguamento (variabile a seconda del mese) si calcola l'orario ufficiale dell'India e dunque quello del mondo.

C’è poi il Narivalaya Yantra, che serve per calcolare la posizione del sole: è composto da un quadrante circolare in muratura orientato sul piano dell'equatore. Oppure l’Unnatasha Yantra, che consiste in un grande cerchio d'ottone di circa 17 piedi di diametro, sostenuto in verticale da due supporti di cemento; un'asta d'ottone è fissata con un mirino e orientata verso il centro della città da cui viene calcolata l'altitudine.

Il Samrat può essere descritto come una gigantesca meridiana

Il Dakshinobhitti Yantra è usato principalmente per osservare la differente altitudine dei corpi celesti: è costituito da un grande muro situato in direzione nord-sud sulla linea del meridiano: sulla facciata orientale sono iscritti due quadranti di 20 piedi di raggio, mentre sulla facciata occidentale si trova una semicirconferenza di 19 piedi e 10 pollici. Gli archi sono costruiti in marmo bianco e graduati sia per la lettura in gradi che in minuti, i gradini sono costruiti in modo da poter osservare da vicino le misurazioni. Ad avere un grande valore educativo per chi comincia gli studi astronomici è il Jai Prakash Yantra, ritenuto uno strumento ideale per dimostrare la “dottrina della sfera” e per rilevare il moto apparente del Sole.

A richiamare l’attenzione è anche il Rashivalaya Yantra, un gruppo di 12 strumenti con un quadrante quadrato su entrambi i lati che si pensa servissero a individuare la latitudine e la longitudine celeste. O ancora il Ram Yantra, strumento per individuare la distanza dallo Zenit e l'altitudine del sole, con la specificità di permettere la lettura diretta dei dati. Si tratta di una costruzione composta da due pietre circolari, che se vengono unite diventano un solo strumento. Insomma una varietà straordinaria di sistemi e conoscenze che vanno visti davvero da molto vicino per capire di quali capacità eccezionali è dotato l’Uomo quando lavora per la crescita dell’umanità.

Il Ram Yantra è uno strumento molto utile agli astronomi per individuare la distanza dallo Zenit e l'altitudine del sole

 

Kathakali, lo straordinario teatro-danza che in Kerala racconta con i colori del volto le storie della mitologia Indù

 

Dove i ciliegi fioriscono a novembre: in India nella destinazione turistica emergente Shillong (Meghalaya) debutta lo Cherry Blossom Festival

 

La Città della Vittoria è da secoli una città fantasma: alla scoperta della maestosa Fatehpur Sikri, patrimonio dell’Umanità [VIDEO]

 

A Mandawa, la città degli havelis riccamente decorati: nel Rajasthan un tesoro da vedere

 

India: nel cuore del Gurudwara, il tempio Sikh a Delhi tra religione, filosofia e stile di vita

 

A spasso per Delhi con il tuk tuk: sulle strade della chiassosa metropoli da 20 milioni di persone

 

Per viaggiare nell'incredibile India ci si può affidare al cuore di chi ci è nato

 

Jaipur: Jantar Mantar, ecco gli affascinanti strumenti per misurare l'armonia dei cieli

 

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – twitter: @giornalista3

 

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...